domenica 28 giugno 2026

RECENSIONE // Happiness (1998)

Trama (da mymovies): Le tre sorelle Jordan e le loro delusioni. Joy è alla ricerca della felicità e per questo lascia il suo compagno e il lavoro. Crede di avere finalmente soddisfatto le sue aspirazioni quando incontra Vlad, un tassista russo emigrato che però la deruba. Trish è sposata con Bill, uno psichiatra di cui non conosce le tendenze pedofile. Helen è invece una scrittrice di successo in crisi di identità. Accetta la corte pressante di un timido, per poi lasciarlo a consolarsi con una vicina di casa. Anche i genitori delle tre sono in procinto di separarsi. Film volutamente "in nero" che non ha potuto partecipare al Sundance per la sua "sgradevolezza", ma che non ha nulla di corrivo. È un ritratto "morale" al vetriolo di una società che non sa più neppure cosa sia la moralità. È un film che disturba, perché mostra ciò che non si dovrebbe mostrare (lo sperma) e nasconde ciò che invece è divenuto "normale" vedere: l'omicidio ad esempio.

NELLA RECENSIONE SONO PRESENTI SPOILER.

Ho dovuto farlo. 
Cercando film simili a "Bad boy Bubby" (film al quale darò una rinfrescata e la cui recensione comparirà prossimamente qui - coming soon), mi si è parato innanzi questo titolo su Google. Ecco che mi sono lanciata nella visione. Lanciata, sì. Guardare questo film è un salto nel vuoto da un aereo (con paracadute... forse).
E' a buon merito definito "un capolavoro sottovalutato", perché lo è -- secondo il mio parere. Il genere è "grottesco", con picchi di comicità originale che sono come perle preziose.
Cominciamo con Joy (nome perfetto) che decide di lasciare timidamente il suo compagno, un grasso e sudato uomo ricco. "Prima che le cose si facciano, ecco, serie". Lui le stava regalando un posacenere d'oro a 24 carati, lei era emozionata, lui glielo strappa dalle mani. "Te lo davo se stavi con me" sputa fuori. "Questo è per la donna che mi accetterà davvero. Io sono champagne" (e qui sale automatica una battuta che ho sentito su LaZanzara ad opera di Pino Scotto: "Si crede champagne, ma è acqua del cesso"...).
Poche scene dopo il suddetto è morto di suicidio, ingoiando barbiturici. Joy è affranta e lascia il lavoro di centralinista che condivideva con lui (lui lo svolgeva per arrotondare), per dedicarsi all'insegnamento dell'inglese per stranieri (quel che lei chiama "fare il bene"). Qui incontra Vlad, un immigrato russo che in mezzo alla calca di immigrati che la insulta la scruta con desiderio. Di professione, si viene a sapere, Vlad faceva in Russia "il ladro semplice". Ed è così che, dopo averla sedotta, deruba Joy ed estorcendole denaro la abbandona. 
Nel frattempo la bellissima Helen, scrittrice di successo, riceve una telefonata ardente proprio nel suo momento di peggior disperazione: "Sono nulla, se solo potessi essere stata violentata da bambina i miei scritti sarebbero di qualità... Sono nessuno!". E' il vicino di casa Allen, che ne è ossessionato. "Tu non sei nessuno, e io ti sbatto e ti scopo". Qualcosa del genere. Helen non poteva sentire di meglio. Propone ad Allen di vedersi. 
Allen riceve in casa la vicina di casa, Kristina, che gli annuncia la morte del portiere Pedro, al quale "è stato strappato via il pene". Dopo una serie di vicissitudini i due iniziano una relazione e si innamorano. C'è solo un problema: Kristina è asessuale. E dietro c'è un problema che in confronto sta come la differenza fra il Sole e la Luna: ha ucciso lei Pedro, poiché lui l'ha stuprata.
Dopo essere stato rifiutato da Helen per il suo aspetto, Allen si rassegna a una vita senza sesso con Kristina.
In parallelo scorre (l'orrida) storia di Bill, marito di Trish, sorella di Joy ed Helen, uno psicoanalista pedofilo, che abusa di un amichetto di suo figlio. Non entro nei dettagli. Nella seconda parte il film si tinge di una maggiore serietà. Il crimine viene scoperto e la famiglia di Trish è costretta a trasferirsi altrove.
Il finale torna a tentare di far sorridere: il dilemma del bambino (11enne) di Bill e Trish è di essere impotente. "Sono venuto" afferma trionfante davanti all'intera famiglia, dopo aver osservato a lungo la vicina in bikini che prende il sole. Peccato che il suo sperma lo abbia leccato il cane. Che poi ha leccato anche le labbra di Trish...
Se la portata comica del film è innegabile, i personaggi caricaturali all'estremo per dipingere una società dove non c'è -- letteralmente -- nessuno di "normale", eppure lascia addosso anche un senso di (positivo?) schifo, nonché di sconforto -- perché tocca temi davvero sensibili come la masturbazione in solitaria, lo stupro, l'omicidio e la pedofilia. E' un film che "fa schifo" in senso buono, nel senso che "fa schifo, ma è sublime" e che ha un impatto forte sul sistema nervoso, ma la valutazione non può che essere positiva.

Voto: 8/10

sabato 27 giugno 2026

MUSICA // Svavar Knutur - Emotional anorexic


Morning grows near, oh I wish you were here, 
as I toss and I turn in my bed. 
I long for your touch and I miss you so much
 and the silence has torn me to shreds. 

But even in longing, 
I still feel the pronging 
of misery's poisonous claws,
 when in your perfection I catch my reflection 
and in it my numerous flaws. 

Babe, don't be afraid, 
you know I love you with all of my heart. 
Please listen to me, 
don't let those wicked thoughts tear us apart. 

You're brave and you're strong, 
I am timid and wrong, 
you're a diamond and I am but coal. 

You're the moon and the stars, 
I am ashes and tar, 
you're a nightingale I am a mole. 

Babe, don't think that way, 
these are the demons that bite at your soul. 
Please, come back to me, 
you're losing your mind and you're out of control. 

Well, this is my curse 
and it keeps getting worse 
as I can't hold these bad thoughts at bay. 

So I'll whine and I'll moan 
and I'll cry on the phone 
'till I finally drive you away. 

And then I will ride with my deflated pride 
and the warmth of the blood in my shoe, 
'till an ugly old scar 
and a broken guitar 
will be all that reminds me of you.





giovedì 18 giugno 2026

MUSICA // Eva Mon Amour - Senza niente addosso


Fuori dal contesto, fuori moda e fuori dai tuoi discorsi
In generale sulle crisi di governo, sulle crisi di un rapporto
Che non porta dove vuoi andare
Puoi ridarmi il cuore, per favore?
Puoi ridarmi il cuore, per favore?
Ho detto per favore
Lascia i documenti in qualche giacca impolverata di un armadio
E mettiti a sedere
E mettiti a sedere
Fuori dai percorsi, fuori strada e fuori dov'è il diritto di sbagliare
Dove la curiosità è una sveglia, è una caravella
È tutto quello che hai da fare
Puoi passarmi il vino, per favore?
Puoi passarmi il vino, per favore?
Ho detto per favore
Voglio ricordarti adesso
Voglio ricordarti come adesso
Senza niente addosso
Tutte le cose che siamo in comune
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Tutte le cose che noi siamo insieme
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Fuori dal concetto, fuori luogo, fuori orario
Fuori dal tuo dito medio, fuori mano
Fuori dal comune, da ogni considerazione
Fuori dove, se ti va, mi puoi trovare
Puoi ridarmi il cuore, per favore?
Puoi ridarmi il cuore?
Puoi passarmi il vino, per favore?
Voglio ricordarti adesso
Voglio ricordarti come adesso
Senza niente addosso
Tutte le cose che siamo in comune
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Tutte le cose che noi siamo insieme
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Tutte le cose che siamo in comune
Tutte le cose che noi siamo insieme
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Tutte le cose che siamo in comune
Tutte le cose che noi siamo insieme
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Tutte le cose che siamo in comune
Non sono nient'altro che un volo pindarico
Tutte le cose che noi siamo insieme
Non sono nient'altro che un volo pindarico

martedì 16 giugno 2026

MUSICA // Ermal Meta feat. Fabrizio Moro - Non mi avete fatto niente


Al Cairo non lo sanno che ore sono adesso
E il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso
In Francia c'è un concerto
la gente si diverte
Qualcuno canta forte
Qualcuno grida morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male
il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
di gente sull'asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall'Asia all'Inghilterra
galassie di persone disperse nello spazio
ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
di madri senza figli, di figli senza padri
di volti illuminati come muri senza quadri
minuti di silenzio spezzati da una voce
Non mi avete fatto niente
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
C'è chi si fa la croce
e chi prega sui tappeti
le chiese e le moschee
L'Imam e tutti i preti
ingressi separati della stessa casa
miliardi di persone che sperano in qualcosa
Braccia senza mani
facce senza nomi
scambiamoci la pelle
in fondo siamo umani
perché la nostra vita non è un punto di vista
e non esiste bomba pacifista
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre
Cadranno i grattacieli
e le metropolitane
i muri di contrasto alzati per il pane
ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete tolto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non avete avuto niente
Le vostre inutili guerre
Sono consapevole che tutto più non torna
La felicità volava
Come vola via una bolla

sabato 13 giugno 2026

RECENSIONE // Il Cigno Nero - Darren Aronofsky

NELLA RECENSIONE SONO PRESENTI (LEGGERI) SPOILER.

Trama (da mymovies): Nina è una ballerina del New York City Ballet che sogna il ruolo della vita e un amore che spezzi l'incantesimo di un'adolescenza mai finita. Incalzata da una madre frustrata, si sottopone a un allenamento estenuante sotto lo sguardo esigente di Thomas Leroy. Coreografo appassionato e deciso a farne una fulgida stella, Leroy le assegna la parte della protagonista nella sua versione rinnovata del "Lago dei cigni". Sul palcoscenico Nina sarà Odette, principessa trasformata in cigno dal sortilegio del mago Rothbard, da cui potrà scioglierla soltanto il giuramento di un eterno amore. Eterea e piena di grazia Nina incarna alla perfezione il candore del cigno bianco e con difficoltà il suo doppio nero e tenebroso, che in una superba variazione ingannerà il suo principe e la voterà al suicidio. La ricerca ossessiva del suo lato oscuro e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso una tempesta emozionale e all'incontro con Lily, insidiosa rivale in nero. Dietro le quinte Nina si strugge e si predispone a 'doppiare' il suo cigno bianco.

Mini-recensione: Probabilmente (quasi certamente...) sono io che non ho compreso o empatizzato con la profondità del film. Sembra solo un tentativo di trasmettere il messaggio retorico che "per vincere bisogna integrare l'Ombra e diventare Ombra", ma... non sembra un messaggio molto etico. Chiaramente non succede nessun reale "omicidio" nel corso del film (come invece mi sembrava di aver capito dalle "voci di corridoio"), il che è solo un punto di merito. Tuttavia, mi sembra che la puerile Nina sia presentata in maniera un po' troppo confettata e "purista" nella sua natura di "cigno (inderogabilmente) bianco". Tanto da non sembrare neanche vera. La madre sadica, la sorellastra, la (perduta) ballerina di danza classica che l'ha preceduta... tutte figure evanescenti in una messa in scena della metafora del "successo": mordi, mordi se vuoi brillare - anche, persino - a costo di morire. Boh. Non ci sono persone "tranquille" che vivono vite "buone" e ordinarie e proprio per questo "di successo più che mai" al mondo? Ma qui Nina è assorbita fino alla follia dal suo sogno, d'essere prima ballerina del Lago dei Cigni, e forse tanti di noi possono capirla. "Successo" è un termine molto individuale.

Voto: 5/10

martedì 9 giugno 2026

RECENSIONE // Sto pensando di finirla qui

Trama (da mymovies): Una donna si ritrova a dover affrontare un'inaspettata deviazione del suo viaggio mentre cerca di capire come rompere con il suo ragazzo e ripensare la sua vita.

Mini-recensione: Stanotte ho voluto dare un'occhiata a "I'm thinking of ending things" (Sto pensando di finirla qui in italiano) su Netflix. Era da un po' che volevo capire di cosa si trattasse. E' un film che ti lascia addosso un'angoscia esistenziale terribile. Sconsiglio la visione a chi soffre di depressione. Il viaggio della protagonista verso la casa dei genitori della sua "frequentazione occasionale", e non voluta, si conclude in un'epopea fra il thriller e il drammatico (ma drammatico da lametta). Cominciamo vedendola titubante davanti ai genitori di lui, chiaramente dementi (per anzianità o altro), la cena prosegue in un curioso misto di tempi diversi: un attimo prima la madre sembra vicina al centenario, un attimo dopo è un'arzilla donnetta con la messa in piega, un attimo dopo ancora è già morta di vecchiaia. E' un quadro astratto-simbolico della soggettività del tempo (di cui la protagonista e il ragazzo parlano in macchina). Il finale - tragico - ti fa venir voglia di piangere. Nel complesso un film criptico, allegorico, metaforico, cinico, di grande spessore e che vale la pena guardare - sempre che, come ripeto, non si sia già giù di tono.

Voto: 8/10

domenica 7 giugno 2026

MUSICA // Red house Painters - I'm sorry (John Denver cover)


Its cold here in the city
Always seems that way
I've been thinking about you almost everyday
Thinking about the good times
Thinking about the bad
Thinking about how bad it feels all alone again

I'm sorry for the ways things are in China
I'm sorry things aren't what they used to be
But more than anything else
I'm sorry for myself
That you're not here with me

My friends all ask about you
I say you're doing fine
I expect to hear from you almost any time
They all know I'm lying
I can't sleep at night
They all know I'm dying deep down inside

I'm sorry for all the lies I told you
I'm sorry for the things I didn't say
But more than anything else I'm sorry for myself

I can't believe you went away
I'm sorry if I took some things for granted
I'm sorry for the chains I put on you
But more than anything else
I'm sorry for myself for living without you

mercoledì 3 giugno 2026

MUSICA // Witch Post - Witching Hour


It's the witching hour
And then you call
Drive in circles 'round your house
And sit in the parking lot
It's the witching hour
And it's all laid bare
The snow is turning grey
And I'm ashamed to be a little scared
Sometimes I try so hard
But I still get you down
It's all my fears, I try
But I still get you down
Sometimes I try so hard
But I still get you down
It's all my fears, I try
But I still get you down
Still get you down
I, I
I, I still get you down
It's the witching hour
Still up from yesterday
When life spins me around
I tend to run from things, you say
It's the witching hour
Takes my breath away
When life spins me around
Why can't I hold it, make it stay?
Sometimes I try so hard
But I still get you down
It's all my fears, I try
But I still get you down
Sometimes I try so hard
But I still get you down
It's all my fears, I try
But I still get you down
Still get you down
Sometimes I try so hard (I)
But I still get you down (I)
It's all my fears, I try (I)
But I still get you down (I)
I, I
I, I still get you down (still get you down)

lunedì 1 giugno 2026

RECENSIONE // Rental family - Nelle vite degli altri

NELLA RECENSIONE SONO PRESENTI SPOILER.

Trama (da mymovies) Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un'agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Si chiama "Rental Family" e malgrado i dubbi iniziali Philip inizierà ad amare questo nuovo mestiere mirato ad aiutare il prossimo, benché a pagamento. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro.

Recensione

Philip (Brendan Fraser) è un corpulento attore americano che dopo aver girato uno spot di successo su un dentifricio in Giappone decide di spostarsi lì, trasferendosi dall'America. Dopo diversi anni viene ingaggiato da un'agenzia chiamata "Rental Family" che ingaggia attori (conclamati o senza esperienza) per recitare il ruolo di *qualsiasi personaggio serva* in diversi contesti "reali". Ovviamente le persone che entrano in contatto con l'attore di turno non sanno nulla del suo ruolo o della sua reale identità. 
Philip si ritrova così a impersonare diversi ruoli: dal marito di una donna lesbica sotto il nome di Brian, al padre di una bambina abbandonata dal suo, di nome Mia. Si viene a trovare in varie situazioni grottesche -- persino come partecipante ad un funerale "finto" di un anziano che vuole provare la sensazione di essere compianto da tanti amici e famigliari il giorno della sua (finta) morte. 
Philip si sente solo in un Paese che non è il suo: lo si vede spesso in scene un po' patetiche in cui osserva con sguardo languido le finestre degli appartamenti condominiali giapponesi illuminarsi di sera, rivelando famiglie calorose e unite.
Il film gioca sul tema della solitudine e sul tema dell'onestà.
Il personaggio a cui Philip si affeziona maggiormente è Mia, la bambina senza padre, che allo stesso modo sviluppa un attaccamento speciale verso di lui (credendolo il suo vero padre). Philip comincia a dialogare con Mia al telefono, persino, ma il suo ruolo è ben diverso: è stato ingaggiato come finto-padre della bambina solo per partecipare ad un colloquio di ammissione per una prestigiosa scuola privata. (Il futuro della bambina sino all'università è già scritto da copione dalla madre single, come di frequente succede in Giappone, immagino).
Ma un triste giorno Mia scopre la verità su di lui vedendolo recitare in un film in televisione, dopo che Philip le ha mentito dicendole che dovrà tornare in America.
Nel frattempo la collega di Philip, Aiko, una donna stizzosa e pragmatica, viene picchiata dalla moglie di un uomo di cui recita il ruolo dell'amante. Dopo essere stata insultata e costretta a "confessare" un tradimento che non è mai avvenuto, Aiko rivela la sua identità di "attrice" ingiungendo la donna tradita (per davvero, ma con un'altra donna che non si rivela) a trovarsi di meglio. Poi si licenzia dall'agenzia.
Mia e Philip si ritrovano, la bambina è abbastanza matura e intelligente da non fare della menzogna che l'ha resa vittima un dramma, nonostante la tristezza, e nel finale, dopo che Philip le ha rivelato la sua vera identità, gli porge la mano e si presenta di nuovo, e così fa Philip, questa volta con il suo vero nome.
In parallelo scorre un'altra storia importante: quella del vecchio scrittore "dimenticato" Kiku, di cui Philip sarebbe il (finto) giornalista. Il vecchio, malato di Alzheimer, vuol tornare, contro il parere della figlia, alla sua casa natìa. Verso la fine del film, Philip imbastisce con lui una "fuga" per tornare comunque a casa, e la figlia allerta la polizia. Sul terreno della sua vecchia casa Kiku dissotterra uno scrigno contenente i suoi ricordi di gioventù, in particolare legati alla moglie deceduta poco dopo il suo trasferimento a Tokyo. Questo per lui è particolarmente importante, perché vuole ripercorrere i suoi ricordi prima di perdere la memoria.
Nel finale Philip posa la foto della moglie del vecchio sul suo corpo defunto all'interno della sua bara.
A parte qualche scena significativa l'intero film mi è parso un pastrocchio melenso che non fa ridere e non fa piangere (tantomeno). Sono rimasta per un'ora e cinquanta minuti a guardarlo inespressiva, aspettando pazientemente che finisse -- pessimo segno quando mi sento così, come se dovessi fare il conto alla rovescia fino ai titoli di coda. Similmente a The Whale, Brendan Fraser, per quanto sia un bravo attore, bravo pure nelle tante scene in cui deve fingere di piangere, si ritrova di nuovo incastrato nello stesso filone narrativo cinematografico della "lacrima strappastorie". Non c'è oggettivamente nulla di davvero commovente nei fatti narrati, e sviolinati all'eccesso per renderli chissà quanto tragici, o sono forse solo io a pensarla così. 
Se dovessi descrivere "Rental Family" con un solo aggettivo, direi "inutile": è un film di cui letteralmente il mondo poteva fare a meno. Se siete interessati a vederlo, credo dobbiate scaricarlo dal deep web. Ho avuto la "grande fortuna" di poterlo vedere al cinema, la data d'uscita si setta nel 2025, quindi un anno fa, ma attualmente non risulta presnte in nessuna piattaforma streaming in italiano. Un vero peccato...

Voto: 4/10