giovedì 30 aprile 2026

MUSICA // Marina Rei ft. Pierpaolo Capovilla - E mi parli di te


E mi parli di te
degli anni che passano
e non ritornano mai
mi racconti le tue spacconate
e le piccole glorie
mi sembri Dylan Thomas
una vecchia rockstar
sorridente
infelice
che non dice mai
mai niente
della sua solitudine
te la leggo negli occhi
gli stessi occhi che
a volte piangono
non sanno neanche perché
e si vedono anche le ferite
dell'amore
e la voglia di sparire
e di non tornare più
e le donne che ti guardano
e ti vorrebbero
si vedono
le bugie
cosi tante bugie
e mi parli di te
degli anni che passano
e non ritornano mai
ma non dici mai niente
della tua solitudine
te la leggo negli occhi
gli stessi occhi che
a volte piangono
non sanno neanche perché
e si vedono anche le ferite
dell'amore
e la malinconia
di una vita vissuta
senza malinconie
tanto per viverla
e la voglia di sparire
e di non tornare più
il tuo amore che ti vuole bene
e che ancora crede in te
e mi parli di te
mi parli sempre soltanto
e solamente di te
ti sei mai chiesto perché
te lo dico in confidenza
ti sei mai chiesto perché
io non ti amo più?

sabato 25 aprile 2026

RECENSIONE // Antichrist - Lars Von Trier

Trama (da mymovies): Una coppia in lutto va nella propria capanna nei boschi chiamata "Eden", sperando di risolvere i propri problemi matrimoniali. Ma la Natura prenderà il suo corso e le cose andranno di male in peggio. Chi sia l'Anticristo sarà lo spettatore a deciderlo. 

Recensione

Il film parte sulle note di Lascia ch'io pianga, affrontando la scena della morte del figlio di una coppia - che precipita dal balcone innevato - mentre la suddetta sta avendo un appassionato rapporto sessuale.
Da lì in poi comincia la depressione - data dal lutto - di lei (Charlotte Gainsbourg), che sviene al funerale e inizia a soffrire di intensi pianti, incubi, sofferenze. Lui (William Dofoe) che è uno psicologo si offre di farle da terapeuta.
Lei sostiene che il bosco è la cosa che le fa più paura.
Fra un rapporto sessuale e l'altro, violento, quasi simbolo di un desiderio disperato, la coppia si trasferisce nel bosco Eden, dove "regna il caos". "La Natura è la Chiesa di Satana" è un'espressione chiave del film, che non vede la creazione come qualcosa di essenzialmente buono e amorevole, ma caotico e distruttivo e -- più di qualsiasi altra cosa -- omicida e indifferente.
Lei e lui cominciano, nella casa nel bosco Eden, ad odiarsi reciprocamente. Lei accusa lui di volerlo lasciare, e lo ferisce in diversi modi -- al tempo stesso ferendo sé stessa, tagliandosi il clitoride -- decisa con ogni probabilità ad ucciderlo. Nelle ultime scene, vediamo Lui visualizzare il feto nascente nel ventre di Lei e strangolarla.
Claudicante e ferito, riesce ad allontanarsi dalla casa dell'omicidio. Si ferma in cima a una vallata e stupito nota che una fiumana di gente gli viene incontro. 
Il messaggio che per me è chiaro è che -- se la Natura è la Chiesa di Satana -- in questo lungometraggio Dofoe impersona Satana -- e non Dio --, e la gente che gli viene incontro è la gente che si consacra a Lui, cioè a dire al diavolo. Non è un caso che Lei gli rimproverasse di "volerlo lasciare": in una prospettiva simbolico-religiosa, Satana ha tradito -- e quindi abbandonato -- YHWH.
Nel complesso un bel film, forse non un capolavoro, ma intrigante. Non so perché, ma è dedicato al celebre regista russo Andrej Tarkovskij -- chiaramente non ha nulla di Tarkovskij, ma dico un'ovvietà.

Voto: 6/10

giovedì 16 aprile 2026

RECENSIONE // Swiss army man - Un amico multiuso

Trama (da mymovies): Hank, un uomo ormai senza speranza tenta di suicidarsi ma scorge qualcosa in riva al mare. Perso ormai da tempo nella natura selvaggia di un'isola, Hank vede un cadavere le cui origini sono misteriose. Ma a lui poco importa: con quel cadavere si imbarcherà in un epico viaggio avventuroso per tornare a casa. Hank decide anche di convincere il corpo morto di come la vita sia degna di essere vissuta. Riuscirà nella surreale impresa?

Recensione
"Ma forse sono tutti un po' brutti. E forse siamo tutti brutti, in fin di vita, e forse basta una persona per accettarlo, e poi il mondo intero ballerà, canterà e scoreggerà, e tutti si sentiranno un po' meno soli." (Manny)
L'interrogativo "filosofico" che si pone il film è ciò che Hank (Paul Dano) stesso esplicita in una frase all'interno del film: "Se il mio amico mi nasconde le sue scorregge, cos'altro mi sta nascondendo?"
Proprio le scorregge sono il tema centrale e il perno dell'intero film - quelle prodotte dal corpo senza vita di Manny (Daniel Radcliffe), che Hank ritrova su un'isola deserta dove è naufragato, e avvista poco prima di suicidarsi con un cappio al collo. La vista del cadavere gli ridà una fulminea speranza, e il nostro accorre a vedere se l'uomo sia ancora vivo. Quando appura che non è così, fa per tornare ad impiccarsi, quando succede qualcosa: il corpo di Manny è letteralmente scosso, come in spasmi, dalle sue (potenti) scorregge.
Da lì in poi comincia per entrambi un viaggio per riportare Manny in vita (proposito che Hank si pone) e per tornare entrambi a casa. Per esaudire il primo obiettivo, Hank fa di tutto per far sentire di nuovo la vita a Manny - attraverso feste improvvisate con "tanti amici" burattini, o scenette in un finto autobus ove Hank, travestito da donna, prende posto davanti a Manny, per simulare l'esperienza del "colpo di fulmine".


Insomma, una serie di cosette grottesche. Fino alla scena - fatidica - in cui Hank e Manny stanno attraversando un tronco che collega due sponde di roccia, ma scivola ed entrambi cascano in acqua. Lì, sott'acqua, un bacio sulle labbra che non è tanto indicativo del tipo di rapporto fra i due (leggi omosessualità e/o necrofilia) ma del sentimento d'amore in sé - che riporta in vita Manny, il quale sorride con un sorriso un po' ebete prima di risalire in superficie assieme ad Hank.
La prima volta che vidi questo film lo trovai esilarante, la seconda l'ho guardato con serietà e trovandolo vagamente balordo, riconosco che a buon merito Radcliffe avesse sostenuto che fosse "Il film migliore al quale avesse recitato" (frecciatina a J.K.Rowling e al fantastico mondo di Harry Potter...?), perché senza nessuna serietà, di scorreggia in scorreggia, esprime un messaggio a suo modo "profondo": l'amore non conosce barriere di nessun tipo, né logiche di nessun tipo, ed è l'unica cosa al mondo che possa salvare ("riportare in vita") una persona.
No, scherzavo. Non c'è nulla di profondo. Solo scorregge.
Scherzavo di nuovo.
Vale la pena guardarlo. Fate perciò questa esperienza stramba. Lo trovate sulla piattaforma MUBI o su Prime video (a pagamento).

VOTO: 6/10

martedì 14 aprile 2026

MUSICA // Florence Road - Hanging out to dry


I broke my tooth
On the way out of your room
Called you over
Are you over
You don't even look me over
Yes, I lied
I lied
Don't wait up
Don't wait up
Just wait up
Trust me, I'm not falling
No supersonic heartbeats in the morning
Don't trust me, I might fall in
I never think about you at all
Leave me hanging out to dry
Yeah, I'm hanging around
Leave me hanging out to dry
Wonder if I'm square
Is the grass greener over there?
Do you like me?
Do you want me?
Did you know I'm pretty funny if I try?
I try
Don't wait up
Just wait up
Trust me, I'm not falling
No supersonic heartbeats in the morning
Don't trust me, I might fall in
I could never think about you at all
Leave me hanging out to dry
Yeah, I'm hanging around
Leave me hanging out to dry
Don't trust me, I might fall in, in
Don't trust me, I might fall in
Leave me hanging out to dry
Yeah, I'm hanging around
Leave me hanging out to dry
Yeah, I'm hanging around
Leave me hanging out to dry
Yeah, I'm hanging around
Leave me hanging out to dry
Yeah, I'm hanging around

giovedì 2 aprile 2026

RECENSIONE // L'uomo nel bosco

Trama (da mymovies): Jérémie torna da Tolosa alla cittadina della provincia francese in cui è cresciuto per partecipare al funerale del panettiere locale, che è stato suo datore di lavoro negli anni della giovinezza. Martine, la vedova ancora piacente, lo accoglie a braccia aperte ma Vincent, il figlio del defunto, è meno entusiasta, e ingaggia quasi subito un corpo a corpo, reminiscente delle zuffe che i due condividevano da bambini, con quel giovane uomo che ora gli appare come un pericolo per la sua quotidianità domestica.

Mini-recensione: Il pregio di questo film è senz'altro l'originalità. E' un film effettivamente ben pensato, del quale non riesci mai ad indovinare i risvolti successivi, mai scontato, non banale, e ha in più una grande morale e un messaggio importante (di tipo religioso) da trasmettere.
Attraverso l'incontro di Jérémie con diverse figure, ciascuna delle quali svolge un ruolo simbolico-astratto, fra cui il prete del paese, che incarnerebbe la figura di Dio in persona, troviamo il messaggio potente del film: "Dio ama tutti i suoi figli, e i peccatori in particolar modo, se sanno successivamente pentirsi dei propri peccati".

VOTO: 8/10