sabato 25 aprile 2026

RECENSIONE // Antichrist - Lars Von Trier

Trama (da mymovies): Una coppia in lutto va nella propria capanna nei boschi chiamata "Eden", sperando di risolvere i propri problemi matrimoniali. Ma la Natura prenderà il suo corso e le cose andranno di male in peggio. Chi sia l'Anticristo sarà lo spettatore a deciderlo. 

Recensione

Il film parte sulle note di Lascia ch'io pianga, affrontando la scena della morte del figlio di una coppia - che precipita dal balcone innevato - mentre la suddetta sta avendo un appassionato rapporto sessuale.
Da lì in poi comincia la depressione - data dal lutto - di lei (Charlotte Gainsbourg), che sviene al funerale e inizia a soffrire di intensi pianti, incubi, sofferenze. Lui (William Dofoe) che è uno psicologo si offre di farle da terapeuta.
Lei sostiene che il bosco è la cosa che le fa più paura.
Fra un rapporto sessuale e l'altro, violento, quasi simbolo di un desiderio disperato, la coppia si trasferisce nel bosco Eden, dove "regna il caos". "La Natura è la Chiesa di Satana" è un'espressione chiave del film, che non vede la creazione come qualcosa di essenzialmente buono e amorevole, ma caotico e distruttivo e -- più di qualsiasi altra cosa -- omicida e indifferente.
Lei e lui cominciano, nella casa nel bosco Eden, ad odiarsi reciprocamente. Lei accusa lui di volerlo lasciare, e lo ferisce in diversi modi -- al tempo stesso ferendo sé stessa, tagliandosi il clitoride -- decisa con ogni probabilità ad ucciderlo. Nelle ultime scene, vediamo Lui visualizzare il feto nascente nel ventre di Lei e strangolarla.
Claudicante e ferito, riesce ad allontanarsi dalla casa dell'omicidio. Si ferma in cima a una vallata e stupito nota che una fiumana di gente gli viene incontro. 
Il messaggio che per me è chiaro è che -- se la Natura è la Chiesa di Satana -- in questo lungometraggio Dofoe impersona Satana -- e non Dio --, e la gente che gli viene incontro è la gente che si consacra a Lui, cioè a dire al diavolo. Non è un caso che Lei gli rimproverasse di "volerlo lasciare": in una prospettiva simbolico-religiosa, Satana ha tradito -- e quindi abbandonato -- YHWH.
Nel complesso un bel film, forse non un capolavoro, ma intrigante. Non so perché, ma è dedicato al celebre regista russo Andrej Tarkovskij -- chiaramente non ha nulla di Tarkovskij, ma dico un'ovvietà.

Voto: 6/10

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