giovedì 16 aprile 2026

RECENSIONE // Swiss army man - Un amico multiuso

Trama (da mymovies): Hank, un uomo ormai senza speranza tenta di suicidarsi ma scorge qualcosa in riva al mare. Perso ormai da tempo nella natura selvaggia di un'isola, Hank vede un cadavere le cui origini sono misteriose. Ma a lui poco importa: con quel cadavere si imbarcherà in un epico viaggio avventuroso per tornare a casa. Hank decide anche di convincere il corpo morto di come la vita sia degna di essere vissuta. Riuscirà nella surreale impresa?

Recensione
"Ma forse sono tutti un po' brutti. E forse siamo tutti brutti, in fin di vita, e forse basta una persona per accettarlo, e poi il mondo intero ballerà, canterà e scoreggerà, e tutti si sentiranno un po' meno soli." (Manny)
L'interrogativo "filosofico" che si pone il film è ciò che Hank (Paul Dano) stesso esplicita in una frase all'interno del film: "Se il mio amico mi nasconde le sue scorregge, cos'altro mi sta nascondendo?"
Proprio le scorregge sono il tema centrale e il perno dell'intero film - quelle prodotte dal corpo senza vita di Manny (Daniel Radcliffe), che Hank ritrova su un'isola deserta dove è naufragato, e avvista poco prima di suicidarsi con un cappio al collo. La vista del cadavere gli ridà una fulminea speranza, e il nostro accorre a vedere se l'uomo sia ancora vivo. Quando appura che non è così, fa per tornare ad impiccarsi, quando succede qualcosa: il corpo di Manny è letteralmente scosso, come in spasmi, dalle sue (potenti) scorregge.
Da lì in poi comincia per entrambi un viaggio per riportare Manny in vita (proposito che Hank si pone) e per tornare entrambi a casa. Per esaudire il primo obiettivo, Hank fa di tutto per far sentire di nuovo la vita a Manny - attraverso feste improvvisate con "tanti amici" burattini, o scenette in un finto autobus ove Hank, travestito da donna, prende posto davanti a Manny, per simulare l'esperienza del "colpo di fulmine".


Insomma, una serie di cosette grottesche. Fino alla scena - fatidica - in cui Hank e Manny stanno attraversaando un tronco che collega due sponde di roccia, ma scivola ed entrambi cascano in acqua. Lì, sott'acqua, un bacio sulle labbra che non è tanto indicativo del tipo di rapporto fra i due (leggi omosessualità e/o necrofilia) ma del sentimento d'amore in sé - che riporta in vita Manny, il quale sorride con un sorriso un po' ebete prima di risalire in superficie assieme ad Hank.
La prima volta che vidi questo film lo trovai esilarante, la seconda l'ho guardato con serietà e trovandolo vagamente balordo, riconosco che a buon merito Radcliffe avesse sostenuto che fosse "Il film migliore al quale avesse recitato" (frecciatina a J.K.Rowling e al fantastico mondo di Harry Potter...?), perché senza nessuna serietà, di scorreggia in scorreggia, esprime un messaggio a suo modo "profondo": l'amore non conosce barriere di nessun tipo, né logiche di nessun tipo, ed è l'unica cosa al mondo che possa salvare ("riportare in vita") una persona.
No, scherzavo. Non c'è nulla di profondo. Solo scorregge.
Scherzavo di nuovo.
Vale la pena guardarlo. Fate perciò questa esperienza stramba. Lo trovate sulla piattaforma MUBI o su Prime video (a pagamento).

VOTO: 6/10

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