RECENSIONE // Corpo e anima
Trama (da Mymovies): In un macello di Budapest viene assunta una nuova ispettrice della qualità, la giovane Maria. Il direttore finanziario è subito incuriosito dal suo atteggiamento assolutamente riservato e dedito al lavoro con una rigida applicazione delle regole. A seguito di un test psicologico a cui vengono sottoposti tutti i dipendenti, emerge che entrambi sognano regolarmente di trovarsi in un bosco mentre nevica, lui nel ruolo di un cervo e lei nel ruolo della femmina. Messi a conoscenza di questo fatto i due iniziano un problematico avvicinamento.
NELLA RECENSIONE SONO PRESENTI SPOILER
Maria (o Marika) è la nuova addetta al controllo qualità di un macello di Budapest. Endre è il direttore finanziario del macello in questione. Lei, con tutta probabilità una donna Asperger, con un'intelligenza fuori dal comune, riesce a "scannerizzare" la carne in modo tale da accorgersi di due o tre mm di grasso più del necessario ad occhio nudo; contrassegna perciò tutto come 'qualità B', attirandosi le antipatie del personale e un leggero mobbing da parte di un nuovo assunto, un culturista con inclinazioni violente-bulle. Tutto ciò scorre sotto gli occhi semi-indifferenti di Endre, finché un evento porta all'assunzione all'interno del personale di una psicologa - dipinta in toni sottilmente critici dal regista che la vuole provocante e irritante, con una sfilza di domande "spinte" che rivolge a ciascun membro del personale e le cui risposte appunta prontamente sul suo taccuino. Una delle domande di cui si serve la psicologa riguarda il sogno che ciascun operaio, dirigente e controllo qualità compresi, hanno fatto quella stessa notte. Con un po' di ritrosia, Endre racconta il suo: nel sogno si ritrova nei panni di un cervo, che sfiora delicatamente una cerva in un bosco innevato, senza tuttavia raggiungere mai l'amplesso con lei ma sfiorando con la bocca il suo muso; in seguito vanno insieme a bere in un laghetto. Successivamente Marìa racconta alla psicologa esattamente lo stesso sogno, nei panni della cerva. Seccata da quella che ritiene una presa in giro, la donna li convoca entrambi, per scoprire che non c'è nessuna presa in giro e che effettivamente i due stanno condividendo lo stesso sogno.
A partire da questo riconoscimento, i due continuano a confrontarsi e scoprono di fare ogni notte sempre lo stesso sogno condiviso; Endre (che è sposato) e Marìa cominciano una serie di timidi incontri, sinché lui le chiede di uscire.
Entrambi sono innamorati l'una dell'altro, ma in Marìa sorge drammatica e melanconica l'idea che per via della sua stranezza (va ancora da uno psicologo infantile, compie gesti in apparenza bizzarri come immergere la mano in un piatto di purè, ecc.) non potrà avere alcuna relazione stabile con Endre.
C'è una scena di lei in vasca da bagno che con una musica romantica in sottofondo si taglia le vene. Quando il suo telefono squilla corre a rispondere con il braccio che gronda sangue - è Endre, l'unico che può chiamarla, che le dichiara "amore immenso", spingendola, una volta chiusa la chiamata, a tamponare la ferita e a salvarsi.
Le ultime scene li vedono insieme a far l'amore. Marìa dice di aver sonno, e si addormenta accanto al suo innamorato. La mattina dopo preparano insieme la colazione ridendo amabilmente. Zoom sulla mano di Marìa/Marika che raccoglie minuscole briciole rimaste attaccate al tagliere e le riversa sulla sua fetta di pane, e sullo sguardo perso e turbato di Endre, che subito dopo le chiede con sottile nervosismo cosa abbia sognato quella notte. La risposta è uguale per entrambi: non ricordano nulla di quanto hanno sognato.
Così termina il film, con un'ultima scena del cervo-Endre che in sogno corre in cerca della sua cerva senza trovarla, mentre il paesaggio innevato sfuma in un'abbagliante luce.
E' la metafora di un amore che si esaurisce nell'atto della conquista. Mi sembra che il regista abbia posto uno spartiacque nel momento in cui Marìa tampona il sangue dal suo braccio dopo aver attentato alla sua vita: in quel momento lei sceglie di vivere l'amore, non solo di morire sognandolo, ed è proprio allora che va incontro al suo coronamento e dunque subito dopo alla sua fine - alla fine della "magia" che lo ammanta. Dopo l'amplesso che corona il sogno d'amore di entrambi, restano solo Endre, con la sua età avanzata, e Marìa, con le sue manie - insieme eppure di nuovo soli.
Voto: 8/10
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