RECENSIONE // La persona peggiore del mondo - Joachim Trier

 NELLA RECENSIONE SONO PRESENTI SPOILER.

Trama: Oslo, oggi. Julie ha quasi trent'anni e non ha ancora scelto la sua strada. È passata dalla medicina alla psicologia alla fotografia e ad ogni scelta si è accompagnata una relazione. Ma la sua vita sembra non cominciare veramente mai finché non incontra Axel, autore di fumetti underground che hanno per protagonista un eroe politicamente scorretto. Julie va a vivere con Axel e si confronta con il mondo esterno - la sua famiglia e il suo "circolo narcisistico", gli amici di Axel - con il costante progetto di fare figli messo sul tavolo (da lui). Ma l'irrequietezza della giovane donna non è ancora terminata, e il destino riserverà sia a lei che ad Axel parecchie sorprese.

Recensione: "La persona peggiore del mondo" sembra all'inizio un titolo quasi adatto per un personaggio come Julie, per quanto ingiusto per descrivere una semplice eterna bambina (Bambi-na, dato che in un pezzo si paragona a Bambi sul ghiaccio); lungo la produzione non è chiaro se soffra o meno di un disturbo di personalità narcisistico o (meglio) borderline. 
Iniziamo il film trovandola indecisa fra medicina, psicologia e fotografia come sbocco professionale (spoiler: fotografia è l'ultima e definitiva scelta), proseguiamo con le sue scorribande sessuali/amorose e proprio quando ci troviamo in alto mare convinti che non ci sia più nulla che possa salvare il film da un'unica triste e deludente stella, terminiamo con il botto: dalla malattia di Axel il film, proprio gli ultimi 30-40 minuti risicati, prende tutta una piega diversa, più (onestamente) seria e davvero toccante. Abbiamo i primi otto-dieci "capitoli" (poiché il film è diviso in capitoli) in cui Julie appare solo una facilina insopportabile e frivola, gli ultimi due-tre in cui rivalutiamo la sua individualità come umana a tutto tondo: difficile empatizzare con la Julie borderline, più facile farlo con la donna adulta che perde il suo bambino mentre si fa una doccia e, nella scena finale, guarda una neomamma (l'attrice della telenovela per cui cura la fotografia) dare un bacio al suo uomo e andare via con lui e il loro bebè.
Il film a mio avviso va valutato positivamente perché riesce nell'intento di mostrare la vita di una donna un po' instabile e tormentata senza veli, filtri ed ipocrisie - abbiamo un occhio diretto, verista, sulla realtà di una ragazza acerba, "puella aeterna" che solo dopo aver conosciuto il lutto e aver piantato i piedi per terra, stabilizzandosi con il lavoro, lontana da droghe e sesso occasionale, con velata malinconia sembra accorgersi del tempo che è passato inutilmente; intuiamo che "la persona peggiore del mondo" è o potrebbe essere il giudizio che la protagonista dedica a se stessa alla fine della vicenda. Il giudizio finale verte più sullo "sconfortante", in senso doloroso - e "positivo" - che sul "brutto".

Voto: 7/10

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